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Non ripeteremo per l’ennesima volta quanto il Covid-19 ci abbia colpito e danneggiato, ne siamo tutti consapevoli.

In questo articolo vorremmo invece analizzare una delle tante conseguenze della pandemia del 2020 di cui probabilmente non sei a conoscenza.

Lo sapevi che c’è una crisi dei semiconduttori attualmente in atto?

Proprio così!

L’ha scoperto recentemente Maurizio, il nostro esperto informatico, quando ha ordinato un laptop e l’ha ricevuto due mesi dopo, un’attesa mai sperimentata prima! 

Dopo aver acquistato il computer dei suoi sogni definito “su misura”  con un processore moderno, RAM robusta e tanta autonomia, con grande sorpresa si è reso conto che le tempistiche di consegna prevista erano di gran lunga superiori alle sue aspettative, basate su anni di esperienza nell’acquisto di materiale elettronico. 

Contemporaneamente, suo figlio non è riuscito in due mesi a comperare la sua console di videogiochi preferita.

A quel punto la domanda è sorta spontanea: forse i produttori di materiale elettronico non hanno più la necessità di vendere in fretta?

E invece no.

I lunghi tempi d’attesa sono giustificati da un fenomeno preciso, la crisi dei semiconduttori o anche definita chip crunch.

Ma andiamo per gradi.

Cosa sono i semiconduttori?

La storia dei semiconduttori inizia oltre due secoli fa, quando Alessandro Volta li definì nel 1782. 

Sono materiali che modificano la propria conducibilità elettrica in base al grado di calore; in particolare, a basse temperature si comportano come isolanti, mentre diventano conduttori quando la temperatura cresce.

Il nome indica la loro caratteristica fondamentale: posseggono una conduttività elettrica a metà strada rispetto a quella dei buoni conduttori, come il rame, e a quella dei materiali isolanti, come la gomma.

Attualmente vengono utilizzati nel settore elettronico: sono i materiali di base di microchip, circuiti integrati, diodi, diodi ad emissione luminosa (LED),  transistor e di tutte le altre componenti fondamentali dell’elettronica.

Questo ci fa capire quanto siano fondamentali!

I microchip, con i semiconduttori di cui sono fatti, permettono il funzionamento degli apparecchi tecnologici che utilizziamo ogni giorno: televisori, smartphone, computer, frigoriferi etc.

Sono piccolissimi, qualche milionesimo di millimetro, e si trovano dappertutto dai dispositivi elettronici alle automobili.

Una mancanza di sufficienti microchip andrebbe quindi a colpire tutto il mercato dell’elettronica di consumo ed è proprio quello che è accaduto con la crisi dei semiconduttori, protagonista del nostro articolo.

In che modo il Covid-19 è responsabile di questa crisi?

Non era stato previsto che lo smartworking e la didattica a distanza avrebbero velocemente fatto parte della nostra quotidianità, facendo così lievitare la richiesta di dispositivi elettronici. Le persone, costrette a lavorare e a studiare a distanza hanno avuto la necessità di computer più potenti, monitor più grandi, televisori moderni, tablet e smartphone più performanti.

Questo aumento della domanda non era stato previsto dalle aziende produttrici, che anzi, temevano che la richiesta sarebbe diminuita.

L’industria dei microchip, che non ha mai registrato beni giacenti in magazzino, sia per contenere i costi che per la rapidissima evoluzione tecnologica, si è vista costretta a rifornire in primis le aziende tecnologiche, mettendo in secondo piano la domanda delle case automobilistiche, che era temporaneamente bassa. Quando poi il mercato automobilistico ha cominciato a riprendersi, il problema si è amplificato ulteriormente, visto che le auto moderne hanno bisogno di chip e semiconduttori tanto quanto di carburante. 

A tutto questo si aggiungono considerazioni commerciali e politiche: in questo momento solamente due aziende asiatiche detengono insieme il 70% del mercato della produzione di semiconduttori e visto che gli Stati Uniti da leader mondiale, hanno lasciato il passo alle aziende asiatiche. Per questo motivo si è affermata in Occidente la necessità di produrre questi chip di fascia bassa. Per rafforzare e consolidare una catena produttiva adeguata alle necessità dei mercati non basteranno pochi giorni, ma sarà necessario attendere diversi mesi. 

Per questo motivo il nuovo pc tanto desiderato potrebbe essere consegnato con notevoli ritardi o addirittura, non essere consegnato affatto! 

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Saranno necessari molti mesi prima che si risolva questa questione globale … speriamo però che, nel frattempo, mio figlio riesca a procurarsi la sua console di videogiochi!!!

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